Un vademecum per chi fa vacanza in Alto Adige

Un vademecum un po’ diverso ma molto utile per i turisti in Alto Adige, perché ogni vacanza in un posto diverso riserva sempre qualche sorpresa o situazione particolare.

Come arrivo a destinazione al meglio?
Beh, chi ha la risposta pronta dirà subito: “Ovviamente con l’auto, il treno o il camper”. Certo, ma un viaggio lungo, soprattutto in inverno, può sempre riservare qualche spiacevole sorpresa.
E quindi è meglio prevenire. Ci si informa sulle previsioni del traffico. Si controlla che l’automobile sia pronta ad affrontare le strade invernali. Si suddivide il tragitto in tappe in modo da gustarsi il viaggio. Così, non si sarà costretti a sprecare il giorno successivo per riprendersi dalle fatiche del viaggio.

Quando sono alla guida quanto posso godermi il paesaggio?
Davanti un panorama che allarga il cuore, dietro una coda di automobilisti che imprecano, gesticolano e strombazzano. Certo, in Alto Adige ci sono solo limiti di velocità massima, ma non si dovrebbe comunque abusare della pazienza degli automobilisti locali! Meglio parcheggiare, scendere, e godersi il panorama in tutta calma.

Cosa e quando mangiare?
Fare vacanza significa anche uscire dalla solita routine. Soprattutto quando si tratta di cibo, dal momento che i piatti tipici e le abitudini alimentari dei luoghi che si visitano fanno parte delle avventure più affascinanti.

In Alto Adige dovreste gustare assolutamente piatti tipici come “Krapfen”, “Schlutzer” e “Tirtlan”. I piccoli, deliziosi spuntini in Alto Adige hanno un nome particolare: si chiamano „Neinern“ o „Marenden“.

Come evito di fare brutta figura o di rischiare l’osso del collo sulle piste da sci?
Innanzitutto, va detto che i locali sono in un certo senso nati già con gli sci o lo snowboard ai piedi. E non deve quindi stupire se scendono le piste con eleganza e senza un briciolo di paura.

Chi invece si avvicina per la prima volta agli sport alpini, si trova a fare costantemente i conti con il senso dell’equilibrio, la posizione e non da ultimo l’autocontrollo. Chi però si affida a un maestro potrà essere certo di fare rapidamente progressi e di appassionarsi a quella particolare sensazione che dà lo scivolare lungo i pendii innevati.

La settimana perfetta?
Domanda classica di chi viaggia un po’ frenetico. D’accordo, vogliamo esaudire il desiderio di chi vorrebbe vivere ogni giorno come fosse l’avventura della vita!
Lunedì: visita alle renne e alla famiglia di giganti di neve sulla Croda Rossa.
Martedì: attraversare la Val Fiscalina ammantata di neve.
Mercoledì: il pieno di sole sull’idilliaco altopiano di Prato Piazza.
Giovedì: un po’ di fondo presso il Centro del fondo di Dobbiaco.
Venerdì: escursione guidata con le ciaspole alle Tre Cime.
Sabato: sci sul Monte Elmo.
Domenica: un allegro giro in slitta su una delle tante piste da slittino.

Quali sono i migliori souvenir da comperare?
Beh, ad alcuni piace il kitsch, ad altri il tradizionale nostalgico e ad altri ancora il modaiolo. Comunque, con le specialità tipiche dell’Alto Adige non si sbagliamai: “Speck” saporito, formaggio fresco,
vino nobile,marmellate artigianali, tre tipi diversi di canederli (sotto vuoto) o un flacone di autentica aria dell’Alto Adige.

Come evitare la depressione da rientro?
Dopo avere goduto il sole, essersi rilassati e riposati a contatto con la natura e avere fatto tante belle esperienze nuove, ritornare alla realtà di tutti i giorni può essere decisamente duro. Si rischia di lasciarsi andare malinconicamente ai ricordi e di perdersi sognando.

Per fortuna ci sono ancora le tante foto scattate. Basta riguardarle, metterle in ordine, e magari mandare qualche scatto agli amici su facebook (www.facebook.com/ConsorzioAltaPusteria). Spesso meglio di qualsiasi medicina o terapia.

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Giro delle cime, una nuova avventura sugli sci

Il Giro delle Cime è l’anello di collegamento tra la cultura Sudtirolese e Veneta. Un’intera giornata all’insegna dello sport, la gastronomia e i paesaggi straordinari: quello delle Dolomiti di Sesto.
Martedì mattina 21 Febbraio: sono le 7,15 quando il sole invernale sorge sopra il gioiello delle Dolomiti di Sesto e illumina le mille cime della più grande Meridiana del mondo. Dopo una nevicata di 25 cm nella notte scorsa tutto risplende in bianco – proprio oggi è la giornata giusta per un viaggio avventura sugli sci con i nostril amici.

Pronti per aspettarsi una girandola di meraviglie partiamo alle nove dalla stazione a valle di Versciaco: abbiamo davanti tre vallate, quattro montagne, trenta chilometri di piste e10.000 metri di dislivello. Arrivati in cima del Monte Elmo (2.2oo m – il punto più alto del tour) scendiamo quasi come i primi di questa mattinata sulla pista soleggiata che ci porta a Sesto. Con il Salto, lo skibus, che ogni 10 minuti gira tra la stazione a valle della funivia Monte Elmo e la cabinovia Croda Rossa andiamo in direzione della Val Fiscalina.

Guarda che spettacolo: sui Prati di Croda Rossa ci salutano i giganteschi pupazzi di neve (alti 10 metri). Sulla pista Porzen incontriamo le cinque renne della Croda prima di entrare nel patrimonio naturale dell’umanità UNESCO.


Il tracciato della pista quasi intoccato ci fà passare alla malga Sella prima di arrivare al Passo Monte Croce. Dobbiamo fare due giri sulla pista “Marc Girardelli”. Poi passiamo il confine linguistico tra l’Alto Adige e il Veneto e scopriamo la nuova Ski Area Val Comelico a Padola. Bellissime piste – fra di loro anche quelle molto impegnative. Con il pulman torniamo alla Signaue, dove entriamo nella piccola Baita tirolese Pollaio per mangiare.

L’ultima discesa prima di andare al Monte Elmo facciamo sulla “Holzriese”, la pista battuta più ripida d’Italia con una pendenza del 72 %.

Arrivati in funivia sul altopiano dell’Elmo godiamo ancora il sole pomeridiano. Il gran finale di questa splendida giornata viene celebrato sulla pista Raut, la nera direttissima che ci porta a Versciaco, il punto di partenza di questo tour – da consigliare a ognuno, che vuole vivere lo spettacolo naturale nelle Dolomiti orientali.

Autore:
Christian Tschurtschenthaler, collaboratore degli impianti di risalita Dolomiti di Sesto – Alta Pusteria ha fatto il giro delle cime la settimana scorsa

Una bellissima passeggiata invernale: da Dobbiaco per Costa Nosellari a San Candido e ritorno a Dobbiaco

Finalmente il grande freddo è passato e il sole splende dal cielo. Niente è così bello come fare una bellissima camminata tra i prati e boschi innevati.

Oggi vi consigliamo un’indimenticabile passeggiata invernale:

La nostra escursione ci porta dal centro di Dobbiaco (Chiesa Parrocchiale), lungo Costa Nosellari a San Candido e ritorno di nuovo a Dobbiaco. Tempo complessivo: 3 ½ h.
Subito dopo la Chiesa Parrocchiale di Dobbiaco prendete sulla destra il sentiero per la Costa Nosellari (no. 26). Si percorre per alcune centinaia di metri in salita e poi si continua tra i boschi di larice fino ad un gruppo di case. Da lì si scende per la stradina che porta sino al “Klammschlössl”, un piccolo castello di caccia di proprietà dei Conti Acquarone.

Per raggiungere il centro di San Candido bisogna seguire un piccolo sentiero tra i prati a sinistra del castello. Per rientrare a Dobbiaco seguite il sentiero no. 28 A fino al Grand Hotel di Dobbiaco. Lì potete visitare la Centrale Termoelettrica (aperta da lunedì a venerdì dalle ore 09.00 alle 17.00, visita guidata giovedì alle ore 16.00) oppure il Centro Visite dei Parchi Naturali presso il Grand Hotel (aperto da martedì a sabato dalle ore 09.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00). Il Centro visite dei Parchi Naturali è come una grande finestra affacciata su paesaggi naturali e culturali ancora intatti.

Consente di avvicinarsi alla natura in modo giocoso, ma allo stesso tempo informativo, toccando, annusando e guardando. Qui si trovano informazioni sui paesaggi naturali e culturali della zona, sulla struttura geologica dell’area, sulle vicende di guerra al fronte dolomitico e tant’altro.

Autore:
  Angelika Pfeifhofer, collaboratrice dell’Associazione Turistica di Dobbiaco