Il benessere dalle acque minerali


I bagni termali e le fonti minerali in Alta Pusteria 

Nel 2000, anno internazionale dell’acqua, la provincia autonoma di Bolzano ha esaminato nel dettaglio e riconosciuto come “minerali” 30 sorgenti dell’Alto Adige, selezionate tra quasi cento fonti, e studiate dalla loro origina alla situazione attuale, con dati storici e sfruttamento delle acque. Alcune di queste fonti si trovano in Alta Pusteria. In parecchie zone ogni paese ne aveva uno o addirittura più di uno, come ad esempio Braies, che aveva un bagno a Braies Vecchia ed uno a Braies Nuova. Anche a Villabassa in passato c’erano i bagni “Kohler” e quelli di Pian di Maia. Le due fonti vengono ora usate nel senso della filosofia di Kneipp nel Parco del benessere Kneipp®.

Il Kurpark di Villabassa con l'impianto Kneipp

Bad Moos – I bagni di Sesto

La tradizione dei bagni rustici a Sesto è documentata dal 1765, infatti le sorgenti minerali sono note almeno dal 1650. Al 1777 risale la prima analisi dell’acqua e nel 1800 fu costruito uno stabilimento per bagni in legno, sostituito poi da una costruzione in pietra. Ma probabilmente esistevano già strutture precedenti, perchè la gente del luogo ben conosceva le proprietà curative delle “Augenquelle” – Acque per gli occhi – e “Magenwasser” – Acqua per lo stomaco. Già all’inizio del XX secolo si eseguivano bagni e cure idropiniche, utilizzando l’acqua di tre diverse sorgenti: quella sulfurea, oggi riconosciuta come minerale, e le due già sopra citate. Con queste acque venivano trattati reumatismi, disturbi digestivi, stati di debolezza, anemia, eruzioni cutanee, ulcerazioni. Oggi viene utilizzata solo l’acqua della sorgente sulfurea  in un moderno centro di cure, mentre si è ormai perduta la localizzazione delle altre due. L’acqua della sorgente sulfurea dei Bagni di Sesto è classificata come acqua ricca di sali minerali, fluorata, solfata, calcica e magnesiaca. E’ leggermente sulfurea e contiene tracce di litio. Si tratta di una delle acque più mineralizzate dell’Alto Adige.

La Grotta Bagno Turco Sulfurea

 

Bagni di San Candido Lavaredo

Le origini dei  risalgono presumibilmente all’epoca illirica e romana, infatti nella zona  sono stati ritrovati monete ed anfore risalenti dal 70 fino al 160 d.C. Dell’epoca è nota anche una statua di Zeus che i Romani veneravano come protettore delle terme. Le prime annotazioni sui bagni di San Candido risalgono al XVI secolo. Nell’anno 1586 vengono nominati per la prima volta, in occasione della vendita da parte di Caspar Prantner al medico di San Candido, Paul Dinzl “del bagno rustico tra i boschi sopra la cittadella di San Candido verso Sesto, in zona montuosasotto la montagna chiamata Gaerbenstain”. Il canonico Hieronymus Schuessler costruì la cappella che venne benedetta nel 1594. Sul trittico del periodo gotico troviamo la più antica rappresentazione dei bagni di San Candido. A questi bagni appartengono da sempre cinque sorgenti: Lavaredo, Imperatore, Sulfurea, Fiera e Candida. Le prime quattro sono state riconosciute come acque minerali. Tutte e cinque sono state analizzate dall’Università di Padova, Facoltà di Patologia Medica, per valutare i loro effetti clinici. L’acqua della sorgente Lavaredo è stata da sempre utilizzata per cure idropiniche contro l’ulcera gastroduodenale (Magenwasser o acqua per lo stomaco) e gli studi clinici ne hanno dimostrato l’efficacia. L’acqua della sorgente Lavaredo viene classificata come mediamente mineralizzata, solfata, fluorata, calcica e magnesiaca. Contiene iodio e tracce di bario, bromo e rame.

 

Bagni di San Candido Imperatore

Tra il XIX e XX secolo i bagni di San Candido erano molto noti ed il nome “Imperatore” dato ad una delle sorgenti ne è la conferma. Nell’anno 1854 il medico Johann Scheiber acquistò lo stabilimento per costruire una casa di cura, che negli anni successivi diventò molto famosa. Dal 1880 i Bagni di San Candido divennero punto di ritrovo dell’alta monarchia prussiana ed austriaca. L’imperatore Federico III di Prussia, l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe e l’erede al trono Francesco Ferdinando furono i più famosi ospiti dei Bagni. Per questo la sorgente che in origine era denominata “fontana di rame” si chiamò “Imperatore”. Allo scoppio della prima guerra mondiale iniziò il declino, gli ospiti diminuirono e nel 1916 l’albergo venne utilizzato come base di un comando militare austriaco, sorte che del resto toccò a molti altri bagni, date le grandi dimensioni degli edifici ed il comodo approvvigionamento di acqua potabile. Anzi, in quasi tutti i bagni situati lungo la linea di belligeranza, durante la Grande Guerra trovarono posto ospedali militari. E dopo la scissione dell’Alto Adige dall’Austria divenne sempre più difficile per i clienti d’un tempo raggiungere i Bagni di San Candido, considerando in più che anche le condizioni economiche generali erano notevolmente cambiate. Insomma, si può dire che era definitivamente tramontata un’epoca.

Bagni si San Candido

L’acqua della sorgente Imperatore è classificata come mediamente mineralizzata, solfata, calcica, con iodio e tracce di bario e rame. E’ la meno mineralizzata delle quattro sorgenti dei Bagni. Da sempre l’acqua Imperatore è stata usata prevalentemente per cure idropiniche contro disturbi gastrici e calcolosi renale. Solo la sorgente Candida ha una concentrazione di minerali minore, per questo motivo non è stata inserita nella lista provinciale, ma viene ugualmente imbottigliata e commercializzata come acqua oligominerale. Nella zona dei Bagni di San Candido esitono ancora delle fontane in legno, dalle quali è possibile assaggiare e prendere le diversi acque.

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