Il dialetto sudtirolese

In Alto Adige l’incontro tra due culture – quella settentrionale e quellameridionale, romana e germanica – si rispecchia, escludendo la cucina, soprattutto nella lingua.

Come si può leggere in ogni guida turistica, in Alto Adige oggi si parlano tre lingue: l’italiano, il tedesco e il ladino. A guardare bene però sono molte di più, anche senza tener conto dei raccoglitori di mele dei paesi dell’est e dei venditori ambulanti nordafricani.

Infatti il „tedesco tedesco“, quello vero e proprio, si parla solo a scuola e, a volte, nelle occasioni ufficiali del Consiglio Provinciale. Per il resto in Alto Adige il tedesco più parlato è il dialetto. Il dialetto va considerato come la lingua madre, il tedesco come la seconda lingua, l’italiano come la prima lingua straniera.

Per gli altoatesini di madrelingua italiana invece il tedesco è la seconda lingua che imparano a scuola a partire dalla prima elementare, mentre il dialetto sarebbe una terza lingua che però solo pochi imparano. E non c’è da meravigliarsi: è difficile perfino per chi ci è cresciuto! Una persona dalla germania infatti ha grosse difficoltà a capire una rappresentazione teatrale nel dialetto della Val Pusteria.

In questo video potete ascoltare una canzone cantata in pusterese – “af puschtrarisch” come diciamo noi 🙂

Oltre ai dialetti delle vallate poi naturalmente c’è il ladino, parlato in Val Gardena, Val Badia e Marebbe. In queste vallate i cartelli stradali sono scritti in tre lingue! Il ladino è una lingua retoromana come quelle parlate in alcune zone della Svizzera, deriva dal latino ed è ciò che è rimasto del passaggio degli antichi Romani nella loro marcia di conquista verso nord.

Sul nostro sito potete ascoltare tanti podcast, che vi spiegano in modo molto carino la vita, cultura, le bellezze e tante altre cose dell’Alto Adige.

10 regole per la sicurezza in montagna

Fare escursioni e arrampicarsi richiede preparazione fisica nonché la capacità di valutare correttamente le proprie abilità e la propria esperienza. I seguenti 10 regole vogliono richiamare l’attenzione sul comportamento sbagliato spesso osservato e aiutare a evitarlo affinché tutti gli escursionisti e arrampicatori possano vivere un’esperienza sicura nelle Dolomiti – Patrimonio Naturale dell’Umanita UNESCO.

  1. Pianificate la vostra gita a tavolino: informazioni su lunghezza e difficoltà sono indispensabili per la programmazione di qualsiasi escursione in montagna. Prima di partire, informate qualcuno sulla vostra meta.
  2. Informatevi bene sulle previsioni del tempo: consultate il bollettino meteo e osservate attentamente qualsiasi cambiamento del tempo. In più, i gestori dei rifugi riescono a dare delle informazioni dettagliate sulla situazione meteo locale.
  3. Valutate oggettivamente la vostra forma fisica e scegliete un’escursione adeguata. Partite di primo mattino e calcolate un margine di tempo sufficiente, in modo da rientrare prima dell’imbrunire.
  4. Scegliete una velocità di marcia moderata e regolare. Prevedete parecchie pause, specialmente quando fate delle escursioni con bambini.
  5. Bevete abbondantemente! Le bevande più adatte sono acqua, tè o succhi naturali. Si consiglia di mangiare prodotti ricchi di carboidrati e proteine, come p.es. pane integrale, frutta secca, noci ecc.
  6. Scegliete l’attrezzatura adeguata – specialmente per quanto riguarda le calzature, che devono consentire un passo fermo e proteggere le articolazioni.
  7. 7 Mettete dell’abbigliamento leggero e funzionale, ma non dimenticate mai di mettere nello zaino dei capi che riparano dal freddo e dalla pioggia. Anche un piccolo kit di pronto soccorso non dovrebbe mai mancare.
  8. Abbiate riguardo dei più deboli del vostro gruppo. Informate altri escursionisti circa eventuali pericoli e, se del caso, prestate il primo soccorso.
  9. Rispettate la natura: evitate i rumori, non abbandonate i rifiuti e proteggete la vegetazione. Rispettate le specie protette.
  10. Seguite sempre i sentieri indicati. Consultate la vostra cartina con regolarità e, in caso di dubbio, tornate indietro in tempo.

Qui potete trovare alcuni esempi di escursioni nelle dolomiti

Culturonda Dolomythos

È nata la pubblicazione gratuita Culturonda Dolomythos: 12 modi per avvicinarsi alla cultura ed allo stile di vita delle Dolomiti!

Dichiarate nel 2009 Patrimonio Naturale dell’umanità dall’Unesco, le Dolomiti sono per tanti le montagne più belle al mondo. La pubblicazione ve le mostrerà in una nuova prospettiva: la natura, gli uomini che ci vivono, la loro storia e le loro storie. Culturonda® Dolomythos consente di vivere tutto questo da vicino.

Culturonda Dolomythos

I 12 grandi temi affrontati sono: la geologia, il fenomeno delle Alpi rosseggianti al tramonto, il cantore Oswald von Wolkenstein, saghe e miti, le vie del commercio, l’alpinismo, gli albori del turismo, le Dolomiti come teatro di guerra, la lingua ladina, l’acqua, i monumenti naturali, i quattro parchi naturali delle Dolomiti.

Per ognuno di questi 12 temi Culturonda® Dolomythos ha scelto tre storie particolari: ecco allora che sul “Sentiero dei geologi” sull’Alpe di Siusi si scoprirà la struttura della roccia dolomitica, mentre nel capitolo sulle saghe ladine viene svelato che cos’è il “Parlamento delle marmotte”.

Alla pubblicazione Culturonda® Dolomythos è allegata una cartina con 40 punti d’interesse culturale delle Dolomiti, affinché sulle montagne niente e nessuno vada perduto.

cartina con 40 punti d’interesse culturale

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