Escursioni primaverili

La primavera è un periodo ideale per dedicarsi alle escursioni. I prati si tingono di mille colori, l’animo si rilassa, la natura si presenta come un prisma di colori unici … Gli ingredienti per escursioni indimenticabili ci sono tutti! In tutta l’Alta Pusteria ci sono passeggiate ed escursioni interessanti sia sul fondovalle che in media montagna, e scoprire le alte vie delle Dolomiti è un’esperienza unica.

Il ritorno dei colori

Le Dolomiti di Braies sono un punto di partenza ideale per tutta una serie di splendide escursioni. Non sono solo i conquistatori di vette che in questa zona ricca di varietà vengono soddisfatti completamente. Anche gli escursionisti di mezza montagna trovano un’ampia scelta di sentieri curati e ben segnalati. Le guide alpine e le scuole di alpinismo dell’Alta Pusteria sono sempre a disposizione per accompagnarVi in escursioni guidate.

Pur non essendo nella zona delle Tre Cime, anche qui, sul Lago di Braies, a Prato Piazza, sulle vette della Croda Rossa, del Spitzköfel o della Croda del Becco, si trovano una pace idilliaca, un relax e un equilibrio rari.

I rifugi, con tutte le loro particolarità ricche di tradizione e con i loro piatti tipici invitano gli escursionisti ad una sosta. Chi preferisce coprire a piedi solo percorsi brevi può approfittare dei vari impianti di risalita per raggiungere le regioni più alte.

La nostra proposta per voi è un’escursione sul Monte Specie con una vista indimenticabile sulle Dolomiti di Sesto e di Braies.

Prato Piazza


Come arrivare:
Dalla Valle di Braies, passando per Ponticello, raggiungete Prato Piazza. Dal rifugio Vallandro  (2040 m) parte una comoda strada carrabile; si prosegue su una piccola sella per raggiungere il crocifisso su Monte Specie. Da lì si gode di una fantastica vista a 360° sulla vallata.

Tempo di percorrenza: da Prato Piazza 1 ora

Periodo migliore: da giugno a fine ottobre

Difficoltà: facile

Le origini del nome San Candido

Nella vita di tutti i giorni utilizziamo i toponimi spesso senza interrogarci sulla loro origine. Molte volte i nomi  derivano da lingue completamente inaspettate, oppure da fatti o personaggi interessanti. Come ad esempio  il toponimo “Innichen” e la sua denominazione in italiano, „San Candido“.

Il nome di Innichen va ricondotto al termine celtico Indius, che significa „notevole, sontuoso“. Probabilmente il toponimo allora era Indiacu o Indacu, il cui plurale sarebbe Indiaca o Indaca. Il suffisso celtico „acu“ significa „relativo, rispettivo”. Da  questa forma primordiale, modificata poi dai Romani in Indica, in base alle leggi fonetiche della lingua  tedesca nel corso del tempo si è evoluto la forma “Innichen”.

Nel 769 DC il Duca bajuvaro Tassilo III a San Candido fondò un monastero di Benedettini, a cui donò  l’intera vallata tra Monguelfo ed Anras. La zona era chiamata „provincia Inticensis“. Nell’atto della fondazione ed in altri documenti dell’epoca il nome della zona, descritta come „brulla e inabitata“, appare nelle forme di „India, Inticha, Intiche(n)“, dalle quali nel corso dei secoli si evolse l’odierno “Innichen”.

Attorno al 780 DC, San Candido divenne patrono della Collegiata di San Candido. Gli abitanti del Comelico confinante con la zona, di lingua romanza, a quel tempo solevano chiamare il monastero San Candido. Nel  1923 questo divenne il nome italiano ufficiale della località.

Leggenda del Lago di Braies

La leggenda racconta che tanto tempo fa le montagne della Valle di Braies erano abitate dai selvaggi. Non erano cattivi, ma il loro aspetto era aspro come quello delle montagne. Allora nelle pietre vi era tanto oro, e i selvaggi amavano il suo splendore, uno splendore che rendeva duri i loro animi.

Un giorno nella valle giunsero dei pastori a pascolare il loro bestiame sui prati fioriti che si stendevano davanti alle vette. I selvaggi mostrarono loro l’oro. Alcuni regalarono ai pastori le collane e gli anelli d’oro che avevano forgiato tra i monti. Ma i pastori davanti allo splendore dell’oro divennero avidi, e iniziarono a rubare l’oro ai selvaggi ogni volta che se ne presentava l’occasione. Sorsero liti e contese.

I selvaggi erano più forti, i pastori più furbi. Per impedire ai pastori di raggiungere le montagne, i selvaggi fecero sgorgare delle sorgenti dal profondo della terra. Tra le montagne, per un’altezza di diversi metri, si creò una grande distesa d’acqua, che separò la valle dei pastori dalle montagne. Così i pastori non poterono più raggiungere l’oro, e nacque il Lago di Braies.

Il Lago di Braies